Vitigni albanesi: i più antichi del mondo
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Kallmet: Vitigno autoctono a bacca nera, ha origine nel villaggio di Kallmeti. Il kallmet occupa circa il 20% del territorio vitato in Albania. Da alcuni documenti è emerso che il Vaticano nel 1689 incaricò tal Giacomo Cantelli, cartografo italiano, a disegnare la mappa dei comuni di Lezha e Mirdita (compreso il villaggio di Kallmeti), proprio su segnalazione del vescovo cattolico albanese Frang Bardhi originario di Kallmeti. Lo stesso vescovo scriveva di una fiorente attività legata alla viticoltura locale, verosimilmente connessa al vitigno kallmet.
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Shesh i bardhe / Shesh i zi: Vitigno autoctono a bacca bianca e nera, ha origine nel Villaggio di Shesh, a circa 450 metri slm. Il villaggio si diceva essere una roccaforte di chiese rase al suolo dagli Ottomani, da qui il nome Shesh (raso). Oggi in quella zona ogni famiglia possiede delle viti coltivate a pergola nel proprio giardino. Lo shesh oggi occupa circa il 40% della superficie vitata in Albania.
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Pules: Vitigno autoctono a bacca bianca molto coltivato nella zona di Berat (pulsi i beratit). Possiede una spiccata acidità. Una delle zone più votate è l’area limitrofa al monte Tomorr. Il vitigno predilige le altezze superiori ai 600 metri slm. Occupa circa il 10% della superficie vitata in Albania.
- Vlosh: vitigno autoctono a bacca rossa, si dice sia originario del villaggio di Vlosh, ma in realtà negli ultimi anni si è scoperto che le sue origini provengono dal villaggio di Narta e la sua laguna. Preferisce l’allevamento ad alberello. In vinificazione non cede molto colore. Occupa circa il 20% della superficie vitata in Albania.
- Ceruja: vitigno autoctono a bacca bianca allevato a pergola o vite maritata. È coltivato esclusivamente nel villaggio di Klos del distretto di Mat a circa 300 metri slm. Sono piante prefillosseriche che possono produrre fino a 200 kg per pianta, senza far mancare l’acidità al vino.
- Mavrud: vitigno a bacca nera coltivato nella zona di Leskovik. Le sue origini sono legate al territorio della Bulgaria. Il suo nome deriva dal greco mavro, scuro. Normalmente ha bisogno di un lungo periodo di maturazione per la forte presenza tannica. Predilige le zone fredde, come Leskovik a 750 metri slm.
- Serina e zeze: vitigno autoctono a bacca nera coltivato nella zona del lago di Pogradec. Si dice possa avere dei legami di parentela con il Syrah. Nella zona di Pogradec si può trovare ancora coltivato con il sistema della propaggine. Ricopre circa il 5% del territorio vitato albanese.
- Debina e bardhe / debina e zeze: vitigno a bacca bianca e nera. Risulta avere delle affinità con la debina kala in Grecia. La zona più votata è quella di Permet, dove viene consumata anche come uva da tavola e per la preparazione del glikò (presidio slow food). Ricopre circa il 5% degli ettari vitati.
- Pamid: Vitigno a bacca rossa originario della Bulgaria. In Albania viene coltivato nei terreni che si affacciano sul lago di Pogradec (circa 600 metri slm) . In vinificazione non cede molto colore. Ricopre circa il 5% degli ettari vitati in Albania.










